Mercoledì, 28 Giugno 2017 15:21

Difesa Italia scrive a Lara Comi

Difesa Italia scrive a Lara Comi Il direttivo Difesa Italia

Alla c.a. On.le L. Comi

Roma, 27 giungo 2017

Gentile On.le Comi, rispondiamo alle Sue richieste di chiarimento in relazione alle espressioni di dissenso e disappunto che lamenta aver riscontrato nei Suoi riguardi nei commenti e nei post espressi da alcuni membri della comunità di sportivi, tiratori amatoriali, collezionisti e cacciatori rappresentata da Difesa Italia e dai vari blog e gruppi Facebook ad essa collegati.

 

Le ragioni alla base del senso di rammarico e di irritazione sono riconducibili a diverse considerazioni, che Le esponiamo di seguito, riservandoci, nel caso se ne pongano le ragioni e le condizioni, di approfondirle in un confronto diretto:

a) la revisione ordinaria della Direttiva Armi 477, originariamente intesa come finalizzata ad incentivare un più compiuto recepimento delle sue previsioni da parte di diversi stati della Comunità Europea gravemente inadempienti (segnatamente alcuni paesi dell’est Europa) è stata completamente travisata su pressione della Commissione e dei governi francese ed inglese, che hanno cinicamente e biecamente utilizzato le vittime dei più recenti attentati terroristici di matrice islamica per tentare il disarmo dei cittadini europei. Sulle vere ragioni di questo tentativo in questa sede non riteniamo opportuno introdurre specifiche considerazioni;

b) nell’iter legislativo le azioni delle varie associazioni nazionali ed internazionali che rappresentano l’eterogenea comunità dei detentori legali di armi europei hanno dimostrato, utilizzando i dati di studi accademici, statistiche ufficiali e degli stessi rapporti delle varie polizie nazionali ed europee in relazione alle armi utilizzate negli attentati, l’assenza totale di legami tra cittadini muniti di regolari licenze di polizia ed il terrorismo/criminalità organizzata;

c) nell’Inghilterra disarmata e disarmista le statistiche attestano uno dei più alti tassi in Europa (se non il più alto) di crimini violenti, inoltre, i numerosi recenti sciagurati attentati terroristici hanno dimostrato inconfutabilmente che le severe restrizioni alla detenzione legale di armi civili non producono alcun beneficio in termini di sicurezza sociale, anzi è esattamente vero il contrario: proibite le armi ai cittadini onesti saranno solo i criminali a possederle ed usarle, senza timore di reazioni da parte dei cittadini. Peraltro la stessa Francia, versando il più alto tributo di sangue innocente nella lunga sequenza di attentati subiti, ha dimostrato una negligente quanto incresciosa ed immorale gestione della sicurezza pubblica: il governo Hollande, principale promotore della revisione della direttiva armi, ha posto per ben due volte il segreto di stato sulle origine delle armi utilizzate negli attenti islamici ed è notizia di alcuni giorni addietro che la polizia francese abbia rinnovato una licenza di porto d’armi ad un terrorista noto come tale alle forze dell’ordine …

d) è nozione comune - ampiamente suffragata da dati ufficiali - che le armi a disposizione del terrorismo e dalla criminalità organizzata provengono dagli enormi e incontrollati arsenali dei Balcani, e dai bacini di guerra medio-orientali e del nord Africa. Milioni di armi militari sono sfuggite e sfuggono al controllo delle autorità e delle forze di polizia. Le previsioni della nuova direttiva armi europea non incidono minimamente su questi flussi, mentre introducono inutili, inefficaci e demagogiche restrizioni a danno di milioni di onesti cittadini e contribuenti, che NULLA HANNO A SPARTIRE CON IL TERRORISMO INTERNAZIONALE: millantare un incremento della sicurezza dei cittadini europei per effetto delle nuova direttiva è un insulto all’intelligenza di qualunque cittadino mediamente informato;

e) l’Italia, in ragione dei suoi trascorsi storici nella lotta al terrorismo interno ed alla mafia/camorra ha maturato una legislazione armigera estremamente efficace, sicuramente la migliore in Europa, sotto ogni aspetto: tracciatura, demilitarizzazione, disattivazione, verifiche mediche preliminari, istruttoria certificatoria propedeutica alla concessione della licenza con ampissima discrezionalità delle autorità di P.S., altrettanto ampissima discrezionalità nella revoca delle licenze stesse. I dati ufficiali attestano che le armi civili legali utilizzate in episodi criminali sono una frazione centesimale del totale: la pressoché totalità assoluta delle armi utilizzate dalle organizzazioni criminali è di origine clandestina. Le tanto osteggiate e vituperate ‘B7’ non sono MAI state utilizzate in un episodio criminale nel nostro Paese! Alla luce di tale eccellente gestione della sicurezza pubblica da parte delle nostre Forze dell’Ordine e della moderna ed efficace legislazione nazionale in tema di armi sarebbe stato opportuno e ragionevole - anche stante gli interessi industriali, economici ed occupazionali nazionali da tutelare - che i nostri parlamentari ed i rappresentanti del Ministero dell’Interno si fossero fatti promotori di una sua utilizzazione come benchmark di riferimento per orientare la revisione della Direttiva 477. Si è invece assistito ad un deplorevole, quanto sconfortante e mortificante appiattimento sulle posizioni inglesi, francesi e tedesche. Gli interessi dell’industria nazionale, che nel settore delle armi sportive sviluppa circa un 0,5 di PIL non stati tutelati: le nuove previsioni introducono obblighi e procedure con pesanti ricadute sui costi industriali e con nessun effetto sulla sicurezza sociale (men che mai quella nazionale!);

f) l’ampio margine di discrezionalità lasciato agli stati membri nel recepire la nuova direttiva apre, nei prossimi 15 mesi, dei pericolosissimi spazi di intervento alle forze politiche che - per ragioni ideologiche, di becera propaganda elettorale o magari per ben più deplorevoli orientamenti accentratori e autoritari - vorranno tentare di sfruttarli per introdurre ingiuste, inutili ed illiberali restrizioni a danno dei cittadini italiani che hanno un interesse legale alla detenzione di armi sportive civili. Tale prospettiva aggrava ulteriormente la crisi che il settore commerciale già attraversa da anni, proprio per effetto dell’incertezza introdotta dall’iter legislativo della sciagurata revisione della direttiva armi europea, peraltro aggravata dal capitolo dedicato alle armi del tristemente noto ed altrettanto nefasto ‘decreto antiterrorismo’ dell’aprile 2015 promosso dall’allora Ministro dell’Interno Alfano.

A conclusione di questa lista di argomenti, rappresentativa ma certamente NON esaustiva, delle ragioni dell’irritazioni dei cittadini italiani legali detentori di armi nei confronti dei parlamentari che hanno votato l’approvazione della nuova direttiva armi europea senza opporvisi e senza chiedere gli opportuni emendamenti (mi creda chi le scrive conosce le posizioni e le argomentazioni di tutte le associazioni nazionali, che, sul punto, non erano completamente convergenti) credo sia opportuno ricordarLe alcuni dati:

i. i cittadini italiani beneficiari di una licenza di armi sono circa 1,5 milioni e sono da considerarsi a tutti gli effetti cittadini di ‘serie A’, in quanto, attesa la legislazione vigente, vengono certificati dalle autorità di P.S. come persone di condotta morale e civica storicamente irreprensibile;

ii. i requisiti oggi richiesti dalla normativa italiana per ottenere una licenza di armi sono più stringenti e restrittivi di quelli necessari per entrare in Parlamento …!;

iii. l’industria italiana delle armi civili sportive è un’eccellenza internazionale, con profonde radici storiche e culturali; occupa poco meno di 100.000 addetti, sviluppando circa mezzo punto di PIL;

iv. il governo Cameron ed il governo Hollande sono stati pesantemente punti dai loro rispettivi elettorati. L’attuale compagine governativa italiana non gode di buona salute e la sua recente quanto risibile proposta di revisione dell’istituto della legittima difesa - tema legato alla sicurezza che è nel cuore oggi del 90% dei cittadini italiani - certamente non ha contribuito e non contribuirà a migliorare le pessime performance elettorali (referendum ed amministrative);

v. già nel 1981 un referendum popolare ha sancito la volontà dell’86% dei cittadini italiani di detenere legalmente armi civili, da caccia e sportive. I cittadini italiani titolari di una licenza d’armi e che hanno quindi un legittimo e legale interesse nella detenzione ed uso delle armi civili sportive, proprio in quanto cittadini certificati dalle stesse istituzioni dello Stato, non sono più disposti ad essere assimilati a potenziali eversori dell’ordine democratico da politicanti in cerca di visibilità od asserviti a logiche autoritarie di dubbia matrice: si sono già organizzati o si stanno organizzando, e, come cittadini, contribuenti ed elettori, orienteranno il proprio voto solo verso i referenti della politica che hanno dimostrato concretamente e sapranno dimostrare nei fatti di volere difendere il diritto a possedere armi legali.

Nelle precedenti elezioni politiche 250.000 voti sono stati dirimenti per l’esito; i titolari di licenza d’armi sono 1,5 milioni…

Infine, un’ultima considerazione: ci risulta che nella votazione per l’approvazione della revisione della direttiva armi europea abbiano votato ‘contro’ esclusivamente i deputati della Lega Nord e l’On.le Maullu e che Lei, invece, non fosse presente.

Le sembrano motivi sufficienti per argomentare il profondo disappunto dei cittadini-contribuenti legali detentori di armi per le Sue recenti dichiarazioni sui media con cui lodava le ‘grandi ricadute in tema di sicurezza pubblica recate dall’approvazione della nuova direttiva armi europea’?

Qualora fosse interessata ad approfondire le questioni qui espresse, soprattutto nella prospettiva del recepimento nazionale, saremo lieti di valutare la possibilità di incontrarLa, non per sterili polemiche ma solo per promuovere le opportune iniziative di tutela dei nostri diritti di legali detentori di armi civili.

Distinti saluti

Andrea Gallinari Presidenza Difesa Italia Viale dell’Arte 38 Roma 00144 www.difesaitalia.it

Letto 771 volte Ultima modifica il Martedì, 04 Luglio 2017 13:36
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