Domenica, 29 Luglio 2018 15:40

Rinnovi per porti d’arma «lumaca», l’appello dei sindacati dei vigilantes

Rinnovi per porti d’arma «lumaca», l’appello dei sindacati dei vigilantes Fonte: roma.corriere.it

Il Savip segnala l’impasse per le guardie giurate: «Lunghe code alle Asl, così si rischia di perdere posti di lavoro»

Procedure «lumaca» per il rinnovo dei porti d’arma per le guardie giurate, l’sos del Savip. Il sindacato si appella ai ministri dell’Interno Matteo Salvini e del Lavoro Luigi Di Maio per le lentezze burocratiche delle nuove disposizioni. «Esclusi di fatto i singoli medici della polizia e militari dal rilascio dei certificati e affidato ogni onere alle strutture pubbliche delle Asl e degli Ospedali militari, è stato creato un “collo d’imbuto” che rallenta e rende costosissima la procedura» segnala il segretario nazionale Vicenzo Del Vicario. Le guardie giurate chiedono, pertanto, di avere un trattamento almeno «pari a quello dei poliziotti e carabinieri, che non risulta siano ‘vessati’ con così approfonditi controlli biennali». Le guardie giurate invece - spiega il Savip - devono sborsare per questi esami tra i 250 e gli oltre 400 euro, in un quadro di mancanza di certezze e discrezionalità assoluta dei medici delle ASL.

A rischio posti di lavoro

«Questo comporta non solo imprevedibilità dei tempi per il rinnovo del porto d’armi, ma anche, come avvenuto in taluni casi, la sospensione del rapporto di lavoro (e dallo stipendio) di chi, senza alcuna colpa, non riesce a ottenere le certificazioni mediche in tempo utile» segnala Del Vicario chiedendo l’intervento dei ministri. Il caso, insieme alle altre sigle sindacali, all’associazione datoriale Federsicurezza-Univ, all’associazione Difesa Italia e al Direttore della rivista Armi e Tiro, è stato portato all’attenzione della senatrice Cinzia Bonfrisco. «Con tali procedure i costi così sono lievitati esponenzialmente e spesso restano a carico dei lavoratori - sottolinea il sindacato - Se poi le pastoie impediscono di rinnovare in tempo utile i titoli la guardia rischia di trovarsi senza lavoro. Il pericolo è che a trovarsi bloccati siano anche grandi porti e aeroporti, per mancanza di vigilantes».

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